Il resoconto dell'edizione 2013 della REX - Super Randonnée Roccaforte Extreme

Introduzione

I problemi dello sgombero della neve sui colli oltre i duemila metri, sia da parte italiana che francese, avevano creato un po' di preoccupazione per l'eventualità di dover cambiare una parte importante del percorso. Soltanto qualche giorno prima della partenza si è potuto confermare l'effettuazione della prova con il passaggio garantito su 19 dei 20 colli previsti. A causa di una grossa frana sul versante del vallone di Marmora rimaneva, infatti, chiuso il transito sul Colle di Esischie, un chilometro sotto il colle di Fauniera o colle dei Morti. Si è stati così costretti a far scendere i concorrenti verso Castelmagno e poi fino a Valgrana per poi raggiungere Dronero attraverso il colle di Montemale e risalire la Valle Maira fino a Stroppo ricongiungendosi con il percorso originale ai piedi della salita per il Colle di Sampeyre; una variante che è costata 54 chilometri in più e un'aggiunta di 1000 metri di dislivello che ha portato a un totale di 678 km e 18000 metri di dislivello, contro gli originali 634 e 17000. Il tempo massimo di percorrenza veniva allungato di 3 ore.
E' stata un'edizione particolarmente fredda perché si è svolta con temperature ben al di sotto della media stagionale. Da ricordare, su tutti, il record della temperatura più bassa di -5°C registrati sul colle dell'Agnello nel corso della prima notte, dove i primi concorrenti sono passati intorno all'una e venti. Ma anche sugli altri colli non si è scherzato: sull'Izoard, poco dopo le 4 di sabato 29 giugno c'erano -4°C, sul colle della Bonette la seconda notte il termometro è sceso fino a 3 gradi sotto le zero.
Nonostante le temperature proibitive la REX - Super Randonnée Roccaforte Extreme si è svolta in condizioni meteo comunque discrete, con assenza di pioggia e un cielo terso per buona parte dei giorni e stellato nel corso delle due notti, a tratti rischiarato dalla luna.

I partecipanti

Questo l'elenco dei partenti.

  • N1. Andrea Bessone
  • N2. Ivo Barra
  • N3. Gualtiero Rossano
  • N4. Roberto Gaidano
  • N5. Walter Gallo
  • N6. Fabio Fenoglio
  • N7. Mauro Massa

Questi i FINISHER

Dopo 51 ore, 678Km e 18000 m di dislivello positivo sono arrivati al traguardo

  • N1. Andrea Bessone
  • N5. Walter Gallo

La Cronaca

Partiti da Roccaforte Mondovì alle dieci di venerdì 28 giugno, sotto l'arco gonfiabile che il Comune ha voluto installare per sottolineare la straordinarietà dell'evento, il piccolo gruppo dei partecipanti alla REX è stato salutato con calorosi applausi e incoraggiamenti da un discreto numero di appassionati, amici e semplici curiosi che li hanno accompagnati con lo sguardo fino all'uscita dal paese.

Già sulla prima breve salita, il Murtè, c'è chi seguendo il proprio ritmo abituale si stacca dagli altri e chi invece preferisce rimanere in compagnia adeguandosi alla velocità dei più lenti. Sarà questo il motivo che caratterizzerà l'andamento e il risultato di questa impegnativa prova.

Sulle rampe di Pradeboni, la seconda salita, il primo a scattare la foto a testimonianza del passaggio è Fabio, mentre chi ha la possibilità di registrare un video con l'uso del cellulare scollina senza fermarsi. A Boves qualcuno perde i riferimenti del percorso e trascinando con se gli altri percorre qualche chilometro prima di ritrovare la strada giusta per il Colletto del Moro.

Su "Madonna del Colletto" è Walter a scattare la prima foto a testimonianza del suo passaggio; lo seguono Andrea, poi Fabio e poi il resto del gruppo.

Sul Fauniera è di nuovo Walter, molto forte in salita, che transita per primo. Lo segue ancora Andrea a pochi minuti di distanza. Un'ora dopo, quando la nebbia serale ormai avvolge tutto passano anche Fabio, Ivo, Mauro, Roberto e Rossano e fa freddo.

Nella lunga discesa di Castelmagno Andrea raggiunge e supera Walter e prosegue da solo fino a Stroppo. Risalendo la Valle Maira Walter recupererà tutto lo svantaggio e sul Sampeyre sarà di nuovo lui a transitare per primo. Caratteristiche diverse e un modo differente di gestirsi li porta a questo continuo "unirsi e distanziarsi"; pare quasi vogliano darsi battaglia, ma è solo un impressione perchè, terminata la discesa, davanti a un bel piatto caldo di pasta decidono di unire le forze per non affrontare in solitaria la lunga e fredda notte che ormai sta calando.

Quando ripartono, Fabio, Gualtiero, Ivo, Mauro, e Roberto stanno scendendo dal Sampeyre.

Il secondo controllo segreto li sorprende sulle prime rampe del colle mentre il sole stramonta. Arrivano in cima alle ventidue e trenta.
Hanno cercato di rimanere uniti e così facendo, l'andatura del gruppo ha dovuto fare i conti con le diverse esigenze di ognuno. Nella discesa verso la val Varaita Il buio, la nebbia fitta, il fondo stradale pessimo e il freddo li rallentano ulteriormente.

E' a questo punto che Ivo "si rende conto che 3000 km sono un po' pochini per affrontare un'avventura come questa e" si ritira.
Fabio prosegue da solo mentre gli altri si fermano a fare rifornimento di calorie con un'energetica pizza.

Intanto Andrea e Walter stanno risalendo la valle e a Casteldelfino presentano le loro tabelle di marcia all'ennesimo controllo a sorpresa e s'immergono nel buio della notte. Raggiungono il Colle dell'Agnello all'una e ventun minuti. E' già sabato 29 giugno e il termometro dei loro strumenti segna -5°C. Tre ore dopo, circa, alle quattro e quindici minuti "timbrano" al Controllo Obbligatorio allestito poco oltre il monumento a Coppi e Boubet, sulla salita del Col d'Izoard. Da poco è sorta la luna e illumina le grigie guglie della Cass Dessert. Walter e Andrea sono assonnati, ma si sentono bene. Gli addetti al controllo sono stupiti del loro ottimo morale e della forma fisica che non tradisce alcun minimo segno di stanchezza.

Più o meno alla stessa ora Gualtiero, Mauro e Roberto raggiungono Fabio sulla dura salita dell'Agnello e a poca distanza l'uno dall'altro arrivano in cima. Nella discesa sul versante francese Fabio cade: il freddo gli ha intirizzito talmente le mani da non riuscire più a frenare ed è uscito di strada procurandosi, oltre ad una brutta botta, anche qualche escoriazione. E' ancora fermo quando sopraggiunge Gualtiero che, scorgendolo in piedi, prosegue pensando solo ad arrivare in fretta in fondo alla discesa per sfuggire al freddo che lo sta attanagliando come in una morsa. Roberto è già fra le prime case di Ville Veille e li sta aspettando; ha scorto le luci accese del fornaio e ha deciso di chiedere ospitalità per scaldarsi e rimediare qualcosa di caldo da mangiare. I compagni lo raggiungono alla spicciolata. Qualche minuto dopo arriva anche Fabio, dolorante, infreddolito, ma intenzionato a non mollare, per ora. Mauro ritiene, invece, che il ritardo accumulato fin qui sia incolmabile e decide di ritirarsi e di raggiungere il posto tappa di Barcellonnette per la via più breve, evitando cioè la salita all'Izoard.

Lasciano l'accogliente boulangerie e scendono lungo la valle della Guill già in buona parte illuminata dal sole. Poco prima di Arvieux incrociano gli addetti all'ultimo controllo a sorpresa che stavano affrontando il percorso in senso inverso nella speranza di incontrarli e accettano di buon grado una tazza di caffè appena fatto; salutano e se ne vanno ancora convinti di portare a termine il percorso anche senza ottenre il brevetto.

Qualche minuto dopo arriva anche Fabio, dolorante per la caduta della notte e sconcertato per l'enorme ritardo accumulato, ma ancora motivato a continuare.

Alle nove e quindici minuti Gualtiero e Roberto sono sull'Izoard. Nella salita verso il colle hanno ritrovato un buon passo e un ottimo accordo e se tutto andrà per il verso giusto pensano che potrebbero ancora farcela a rientrare nei tempi prestabiliti. Ma quando affrontano il tratto di falsopiano verso Guillestre la stanchezza si fa sentire; il vento contrario fa spendere loro più del necessario. E' impossibile fare velocità cercando di spingere il rapportone, tanto meno è impensabile cercare di stare a ruota di qualche ciclista occasionale che potrebbe dar loro una mano e allora si rassegnano a mantenere il loro ritmo che è molto più lento di quanto avevano immaginato.

Anche Fabio raggiunge l'obelisco dell'Izoard, ma i suoi compagni non ci sono più.

Intanto Andrea e Walter arrivano alle dieci spaccate a Barcelonnette dove il Comune, nonostante la concomitanza con un'altra importante manifestazione ciclistica, ha messo a disposizione i servizi della "Salle Multisport" di route Allée des Dames. Hanno percorso 390 chilometri e hanno gestito fino ad ora la loro prova in modo perfetto; forti anche dell'esperienza di Andrea che l'anno scorso compì in solitaria lo stesso percorso in meno di cinquanta ore. Se Walter ha potuto giovare di ciò, Andrea ha trovato in lui un compagno di viaggio che gli ha reso la fatica senz'altro più sopportabile.

Ora cercano di concentrare tutte le operazioni di recupero fisico e mentale in questa sosta; si alimentano con un sostanzioso piatto di pasta, si fanno una doccia, mettono indumenti puliti e si concedono quasi due ore di sonno. Alle dodici e trenta ripartiranno per completare l'anello dei tre colli: Allos, Champ e Cayolle.

Nel primo pomeriggio, giunge notizia che Fabio si è ritirato dalla prova: l'ha comunicato via telefono all'organizzazione e dopo aver comunque valicato il Vars, si è diretto verso il colle della Maddalena da dove rientrerà in Italia. Gualtiero e Roberto, stanno risalendo anche loro il Vars e hanno già deciso da un pezzo che si ritireranno al controllo di Barcelonnette. E' diventata certezza l'impossibilità di completare l'intero percorso della prova in un tempo ragionevole, tanto meno dentro il tempo imposto. La loro strategia di fare gruppo a tutti i costi con gli altri partecipanti si è rivelata errata "fin dalle prime ore; ognuno si è adeguato alle esigenze degli altri, ma con poca coordinazione" e alla fine hanno perso tutti. A consolazione della sofferta decisione si concedono un pasto completo di panino, bistecca e patate fritte accompagnate da un'immancabile coca cola!

Alle diciassette Roberto e Gualtiero arrivano finalmente alla palestra di route Allée des Dames e dichiarano ufficialmente il loro ritiro dalla REX.

"Un'esperienza da rifare gestendosi in modo diverso": questa sarà la loro prima dichiarazione appena scesi dalla bicicletta. Non sembrano particolarmente provati dalla lunga pedalata; hanno voglia di raccontare il loro viaggio ininterrotto di oltre trenta ore. Gli amici li stanno ad ascoltare increduli nel vederli così in forma dopo tutti quei chilometri e quel freddo.

Nemmeno sotto la doccia si zittiscono. Solo quando si allungheranno sui materassi di gomma piuma si lasceranno andare a un sonno profondo per qualche ora.

Poco dopo le 21,30 Walter e Andrea si ripresentano alla palestra dopo il giro dei "tre colli" per un'ultima breve pausa prima di ripartire per la parte finale del percorso. Vedono l'impresa piano, piano, volgere al termine e sono spiaciuti che i loro compagni si siano persi per strada.

Anche se buona parte del percorso della REX è alle loro spalle, si legge nei loro volti la tensione per la seconda notte impegnativa che li attende; hanno di fronte due salite, a dir poco importanti, da affrontare: la "Bonnette" e il "Col de la Lombard" dal lato più impegnativo, quello di Isola dopo di che si ritroveranno di nuovo in Italia e la sensazione di essere quasi a casa la stanno già immaginando.

Si concedono ancora un piatto di pasta e qualche minuto di riposo e poi si rimettono in bicicletta.

La notte è stellata e almeno dal lato meteorologico sanno che possono contare sul bel tempo, ma il freddo non molla e le temperature non sono cambiate dalla notte precedente. Mentre passano accanto ad alcune greggi di pecore il forte e improvviso abbaiare dei pastori maremmani di guardia li fa trasalire. E' un momento di smarrimento perché, al buio, Andrea e Walter non si accorgono che gli animali sono recintati da reti di plastica e per scampare al pericolo scattano sui pedali come se fosse uno sprint. Passata la paura ritornano al loro ritmo abituale. Procedono separati da qualche centinaia di metri l'uno dall'altro fino al col de Restefond che si affaccia sulla valle della Tinee. Il freddo è penetrante; nessuno degli indumenti è sufficiente a tenere caldi i loro corpi; il termometro indica -3°C quando iniziano la lunga discesa che affrontano con velocità, ma comunque con la prudenza necessaria senza correre alcun rischio. Si controllano a vicenda: lo scopo, ora più che mai, è di portare a termine la REX insieme, fino a Roccaforte Mondovì, che è ancora molto lontana. Riusciranno a scaldarsi soltanto dopo Isola quando inizieranno a salire verso il colle della Lombarda. Per tutti e due si alternano momenti di sonno improvviso ad altri di estrema stanchezza in cui le gambe sembrano non farcela più a spingere sui pedali. Non senza fatica seguono la loro tabella che li obbliga a trangugiare comunque il cibo contro voglia: non devono fare l'errore di non nutrire i muscoli, perché sarebbe un errore fatale. E' proprio in questi momenti che entra in azione la mente, quando la testa viene in aiuto ai muscoli che non ce la fanno più. Con la forza del pensiero, inconsciamente la tua mente s'isola e quasi non senti più la fatica; non vedi più lo scorrere lento dell'asfalto sotto le ruote della tua bici, ma senti soltanto i battiti del cuore e il ritmo regolare del respiro; non vedi nulla di ciò che ti circonda; sali, continui a salire e non sai quanto, poi di colpo l'aria ti colpisce in pieno viso e non ti serve più spingere sui pedali perché sei arrivato in cima; salita non ce n'è più; ce l'hai fatta!

I due superstiti della REX sono sul colle della Lombarda, è già l'alba da poco più di mezz'ora. Si vestono e si danno appuntamento in fondo alla lunga discesa al bar di Vinadio per un panino e un thé Hanno voglia di finire al più presto la prova, ma sanno di essere comunque in vantaggio sul tempo imposto e per questo si concedono un ‘ultima giusta pausa prima di affrontare Madonna del Colletto, Colletto del Moro, Colletto di San Giovenale, Pradeboni e Murtè.

Li affronteranno cercando di risparmiare le poche forze rimaste.



Sfiniti e con tutti i muscoli del corpo doloranti per lo sforzo prolungato e continuo tagliano il traguardo della REX ripassando sotto l'arco gonfiabile del Comune accolti con stupore, incredulità e molto calore dagli amici che, avvisati, sono accorsi ad attenderli. Dopo 51 ore, 678 km e 18000 metri di dislivello in salita e altrettanti in discesa hanno concluso la loro superandonnée "ROCCAFORTE EXTREME" meritando pienamente la targhetta di FINISHER.